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Certo è che ti amo!

commento di Mc 10,28-31, a cura di Mounira Abdelhamid Serra

Foto di photo nic su Unsplash

Sempre e per sempre tu ricordati, dovunque sei, se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai.

Francesco De Gregori, Sempre e per sempre

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 10,28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».


Mi lascio ispirare

Come Giovanni segue Colui che viene dopo di lui, Colui che gli sta dinanzi perché era da prima, così noi siamo chiamati a testimoniare la buona notizia che ci viene incontro ma che ci è già stata donata.

Tra il già e il non-ancora siamo chiamati anche oggi a portare nel cuore la forza di coloro che hanno voluto camminare leggeri e liberi da nodi che rallentassero il passo, la gioia di coloro che hanno saputo offrire i propri pesi interiori per lasciarsi fare nuovi e pronti alla pienezza, la certezza di coloro che hanno amato se stessi e il prossimo, senza transigere dinanzi al giudizio e all’umiliazione, all’invidia e alla gelosia, alla delusione e alla frustrazione, per dare onore e lode sempre più all’Unico Dio che sin dal principio ci ha dato, ci dà e ci darà per sempre tutto se stesso

Mounira Abdelhamid Serra


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali occasioni ho voluto rendere leggero il mio passo e come Dio mi ha concesso questa grazia e questa forza?

Sapendo di essere preceduto dal Signore, quali pesi oggi posso affidargli, concedendomi di provare gioia?

Spogliandomi dei giudizi che ho ricevuto e di quelli che ho dato, con questa certezza rinnovata di chi sono io, come e chi posso meglio amare per onorare e lodare Dio sempre più?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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