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Il potere delle piccole cose

commento di Lc 13,18-21, a cura di

Le grandi cose si fanno attraverso una serie di piccole cose messe insieme.

Vincent Van Gogh

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 13,18-21)

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».

E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».


Mi lascio ispirare

Gesù oggi parla del Regno di Dio attraverso due immagini semplicissime: un granello di senape e un po’ di lievito. Due cose piccole, quasi insignificanti. Eppure proprio da lì può nascere qualcosa di grande. Gesù ci mostra così che non sempre ciò che ha più valore coincide con ciò che si nota di più.

Forse siamo noi che, a volte, facciamo fatica a crederci. Ci aspettiamo che tutto debba essere grande, evidente, capace di dare subito grandi risultati per avere valore. Vorremmo vedere subito dove stiamo andando; se preghiamo, vorremmo sentire subito Dio vicino; se iniziamo un percorso, vorremmo sapere subito dove ci porterà.

Ma il seme non diventa albero in un giorno. E il lievito ha bisogno di tempo per fare il suo lavoro.

Quante volte, invece, ci scoraggiamo perché non vediamo subito dei risultati? Magari pensiamo che chiedere scusa non sia abbastanza, che ricominciare dopo un errore non serva più a nulla.
Eppure, il Regno di Dio somiglia a qualcosa che spesso comincia senza fare rumore, così discreto che magari nessuno se ne accorge. Il lievito, inoltre, ha una caratteristica ancora più particolare: si nasconde nella pasta. Non si vede, ma la trasforma da dentro.

Anche Dio può lavorare così nella nostra vita. Non sempre lo riconosciamo subito; non sempre fa rumore, a volte sembra persino che non stia succedendo niente. E invece, proprio mentre noi pensiamo che tutto sia fermo, qualcosa dentro di noi può essere già cambiato.

Le immagini di oggi ci invitano a non avere paura dei piccoli inizi. Possiamo essere ancora un seme. Possiamo avere dentro qualcosa che deve ancora crescere, essere un impasto che ha ancora bisogno di tempo per lievitare.

E allora, forse, oggi non serve chiederci: “Che cosa di enorme posso fare per Dio?” Potremmo semplicemente chiederci: “Qual è quella piccola cosa buona che posso fare oggi?” Una parola, un gesto, un perdono, una preghiera, un po’ di tempo regalato a qualcuno.

Perché il Regno di Dio comincia proprio così: piccolo, nascosto, quasi impercettibile. Ma capace, con il tempo, di diventare casa.

Vito Minacori

Pietre vive


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

E io, quanto riesco a fidarmi di ciò che ancora non vedo?

Qual è quel piccolo gesto che continuo a pensare sia inutile, ma che potrebbe invece fare la differenza nella vita di qualcuno?

Cosa dà davvero valore alla mia vita?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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