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Col cuore in festa

commento di Lc 5,33-39, a cura di

Foto di Ty Downs su Unsplash

Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.

Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 5,33-39)

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».

Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».

Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».


Mi lascio ispirare

La presenza del Signore nella nostra vita è motivo di gioia grande.

Non c’è posto per nessuna privazione: lo Sposo porta fertile abbondanza, florida pienezza. Come scegliere la mancanza, davanti a un tale profluvio di gioia? Sacrifici e privazioni trovano spazio nell’assenza, possono forse aiutarci ad attendere, a cercare, a trovare lo Sposo – ma in sua presenza è festa piena.

Col cuore in festa, allora, accogliamo la novità della sua venuta dandole il posto che richiede. Non perché il passato non abbia valore, non perché il vecchio vada buttato, ma perché il nuovo richiede robusta energia, indivisa attenzione. Il vestito vecchio è stato un buon abito come buono è il vino degli anni passati, ma abiti nuovi e vino nuovo richiedono accortezza, apertura, disposizione all’accoglienza e capacità di organizzarsi a quanto di nuovo arriva.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando hai sentito il tuo cuore davvero pieno di gioia?

A quale novità ti senti chiamato a far posto?

Per quale vino nuovo oggi ringrazi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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