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Dove guardo?

commento di Mt 14,22-33, a cura di

Foto di william f. santos su Unsplash

Ci è consentito vivere continuamente vicino a Dio e in sua presenza ed allora non c’è più niente di impossibile per noi non essendoci niente di impossibile per Dio.

Dietrich Bonhoeffer

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 14,22-33)

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stavalassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «Egrave; un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».

Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impauerì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».


Mi lascio ispirare

Gesù vive l’intimità con il Padre mentre i discepoli vengono inviati nella loro quotidianità, sulla barca della loro vita. Può trattarsi di un’immagine che racconta bene la nostra vita spirituale: conosciuto Gesù, e fatta esperienza di lui, a volte vorremmo solo restare sul monte con lui, custodendo gelosamente quell’intimità, quasi che essa possa liberarci dalle fatiche della nostra vita di tutti i giorni. Tuttavia, l’intimità con Dio non ci sottrae alla vita: ci restituisce pienamente a essa. Il Signore, infatti, ci rimette sulla barca. Essa è il simbolo della Chiesa, il luogo in cui si vive la fede, attraversata dalle onde e dai venti contrari della storia.

I discepoli sono lontani dalla riva e apparentemente lontani da Gesù. Tuttavia, per il Figlio di Dio, Signore del Cielo e della Terra, non esiste una lontananza che gli possa impedire di raggiungerci nella nostra quotidianità. Non c’è mare in tempesta, notte o smarrimento che possa trattenerlo dal venirci incontro. Quando Gesù dice a Pietro di raggiungerlo, questi fa qualcosa che appartiene a Dio: cammina sulle acque certamente non per propria capacità, ma perché ha fede; è la parola del Signore che rende possibile l’impossibile.

La fede non ci rende immuni alla paura. La vita di Pietro, come quella di ciascuno di noi, è abitata sia da certezze che da dubbi. Il discepolo cammina finché tiene lo sguardo fisso su Gesù, ma affonda quando lo distoglie per guardare il vento. Egli, poi, non viene salvato quando smette di avere paura, ma nel momento in cui grida: «Signore, salvami!». Gesù, a quel punto, non si fa attendere. Egli entra nella nostra fragilità e ci prende per mano; placa le tempeste della nostra vita, dentro e fuori di noi. Con Pietro è tutta l’umanità a essere afferrata dal Signore e tratta fuori dal mare che la inghiotte. Nessuna tempesta è più forte della sua mano che ci afferra.

Marco Ruggiero


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Qual è il vento contrario che oggi mi fa distogliere lo sguardo da Gesù?

In quale situazione della mia vita sento che sto affondando e ho bisogno di gridare «Signore, salvami!»?

Quale passo fuori dalla barca delle mie sicurezze sento che il Signore mi chiede di compiere oggi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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