La grazia di guardare e saper agire

La vita era diventata una vera e propria avventura. Molte cose erano cambiate ma soprattutto ero cambiata io, e in questo modo avevo dato l’avvio alle trasformazioni di cui avevo bisogno.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 6,19-23)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassìnano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassìnano e non rubano. Perché, dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore.
La lampada del corpo è l’occhio; perciò, se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso; ma se il tuo occhio è cattivo, tutto il tuo corpo sarà tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sarà la tenebra!».
Mi lascio ispirare
Il dono che oggi Gesù ci fa è indicarci un modo di relazionarci con le cose del mondo, un modo per vivere nella realtà. Un dono che si realizza non tanto nella capacità di distinguere quello che è luce, fonte di vita, da quello che è tenebra, quanto nella capacità di discernere, di fare scelte che portano a vivere a pieno e a saper riconoscere e accogliere quella fonte di luce. L’accento è sulla libertà di guardare alle proprie emozioni per conoscere quelle più autentiche e sentire dove conducono nella realtà della vita quotidiana.
La luce che porta alla vita è quella che fa riscoprire la vita quotidiana, con tutto ciò che succede, soprattutto nelle relazioni, come un dono da ri-donare e non come qualcosa da possedere o da accumulare presumendo di avere il tempo per usarlo tutto. Ridonare agli altri quanto ricevuto vuol dire valorizzarlo aggiungendo qualcosa di mio, quello che contraddistingue il mio sapere ricercare e dare quel qualcosa in più.
La grazia è, allora, apprezzare e affrontare la libertà di discernere tra le proprie emozioni, dando valore anche alla sofferenza, e distinguere quelle che conducono alla vita.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quali immagini rappresentano per me l’accumulo e il dono?
Quale emozione percepisco mentre ho gli occhi rivolti alla luce?
Quale emozione emerge appena la tenebra offusca gli occhi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.