
Foto di jplenio su Pixabay -
Gli occhi non sanno vedere quello che il cuore vede,
la mente non può sapere quello che il cuore sa,
l’orecchio non può sentire quello che il cuore sente,
le mani non sanno dare quello che il cuore dà.
C’è un temporale in arrivo: senti l’elettricità…
C’è un temporale in arrivo sulla mia città,
porta novità, porta novità!
Jovanotti, Temporale
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 4,35-41)
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
Mi lascio ispirare
Per passare all’altra riva bisogna attraversare il mare. “Passare”, “attraversare” sono verbi che nella Bibbia si dicono anche “fare la Pasqua”, “fare il passaggio”. Sì, attraversare il mare è un modo per invitare i suoi discepoli a fare la Pasqua con lui. Gesù li vuole portare a fare l’esperienza più forte e più bella della sua vita: la Pasqua.
«Lo presero con sé così com’era, nella barca». Accolgono Gesù concreto, non immaginato o atteso, nella loro barca, cioè in quella fragile costruzione che in qualche modo si tiene a galla, immagine della vita umana. Accogli Gesù senza proiezioni o aspettative, per quel che è, nella tua fragilissima vita!
Così fragile che sempre rimane colpita dalla forza della tempesta! Ormai la barca è piena d’acqua. Attraversare, “fare Pasqua”, inevitabilmente li coinvolge in una tempesta, li porta a fare l’esperienza limite, il timore della morte! «Siamo perduti!»
Su questo timore si erge, serena e forte, il “Risvegliato”, Gesù! «Taci, calmati!», cambia prospettiva, nell’agitazione non agitarti, nella preoccupazione non preoccuparti, attiva il grido, scopri che al Signore interessa quello che stai soffrendo, la paura che ti attanaglia, la preoccupazione che ti agita come una barca nella tempesta.
Scopri che lui è il Signore, il Risorto, lui è il primo che è passato all’altra riva e per questo ti accompagna a fare anche tu la stessa esperienza. Non aver paura, attiva la fede, quel barlume di fede che ti può rendere stabile nella tempesta, che ti può permettere di attraversare il mare e giungere con Gesù all’altra riva!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quale riva stai pensando di non riuscire a raggiungere?
Com’è la tua barca?
Quando la fede ti ha illuminato durante una tempesta?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
31
Gennaio
2026
Attiva la fede!
commento di Mc 4,35-41, a cura di Stefano Titta SJ