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Piccoli nelle Sue mani

commento di Mt 19,13-15, a cura di Lino Dan SJ

Foto di willsantt su Pexels

I bambini sanno qualcosa che la maggior parte della gente ha dimenticato.

Keith Haring

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 19,13-15)

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».

E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.


Mi lascio ispirare

Anche stavolta immaginiamo Gesù alle prese con i discepoli come i “gendarmi dell’ortodossia”: come può un rabbi come lui sporcarsi le mani con dei bambini? Come può mettersi a imporre loro le mani e pregare? Per ben altre cose è venuto il Signore.
Pare.
E invece no! Proprio per i bambini e per chi è come loro Gesù dona il regno dei cieli. Proprio per chi sa che la sua vita non la compie da sé stesso, proprio per chi come i bambini sa che solo nell’altro, e soprattutto in questo Altro che è Gesù si deve porre la propria confidenza e credere nella propria completezza di vita.

Il regno dei cieli è posseduto da chi sa di appartenere fondamentalmente ed esistenzialmente a Cristo e non a sé stesso. E forse non è neppure un caso che questa imposizione delle mani diventi poi, nella storia della chiesa, il segno visibile di un mandato, di un servizio. E che servizio mai possono fare dei bambini? Appunto: quello di ricordarci che non la nostra capacità ci farà essere veri discepoli di Cristo, ma il saperci mettere nelle sue mani. Solo così saremo parte del regno dei cieli e ci apparterrà.

Lino Dan SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In cosa senti il bisogno di farti bambino?

Quando sei stato accolto e accudito come un bambino?

Di chi ti senti chiamato a prenderti cura?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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