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Abbandonarsi con cuore di bambino

commento di Mc 10,13-16, a cura di Sara Zaccarini

Foto di Jose Antonio Alba su Pixabay

La fiducia è il collante della vita. È l’ingrediente più essenziale per una comunicazione efficace. È il principio fondamentale che sostiene tutte le relazioni.

Stephen Covey

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 10,13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».

E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.


Mi lascio ispirare

A Gesù sono condotti alcuni bambini, affinché lui li possa toccare e benedire. Di fronte a questo, i discepoli sono imbarazzati, perché non riescono ancora a entrare nella logica del maestro di stare dalla parte dei piccoli. Allora Gesù li rimprovera e li invita, ancora una volta, a prendere i piccoli come modello da seguire per entrare nel regno di Dio.

Il bambino è colui che è capace di abbandonarsi ai genitori, sapendo di non poter controllare e gestire le cose da solo, dando loro la più completa fiducia. Ascolta ciò che i genitori gli dicono e ha fiducia che ogni loro parola sarà per il suo bene. Così i genitori desiderano proteggere il bambino da ogni situazione di sofferenza, desiderano che cresca e che sia felice.

Dio, che è Padre, ha nel cuore lo stesso desiderio per ogni essere umano: desidera offrirgli protezione in ogni momento della vita e la sua piena gioia.
Oggi siamo invitati ad accostarci al Signore con cuore di bambino, affidando a Lui ogni situazione che viviamo, gioiosa o dolorosa che sia, per abbandonarci – come un bambino – nelle sue mani di Padre.

Sara Zaccarini


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali situazioni/relazioni/ambiti della mia vita sento di voler abbandonare nelle mani di Dio?

Quali resistenze si oppongono a questo abbandono filiale?

Quali sentimenti mi abitano pensando che Dio desidera vivere con me una relazione filiale?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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