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Avventura da fratelli

commento di Mt 4,18-22, a cura di Matteo Suffritti SJ

Dario Macchi, Senza titolo, 2022, olio su tela.

Supererò le correnti gravitazionali [...] perché sei un essere speciale e io avrò cura di te.

Francesco Battiato, Manlio Sgalambro, La cura

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 4,18-22)

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.


Mi lascio ispirare

Fratelli nati in una famiglia di pescatori, cresciuti intorno allʼacqua, con lʼacqua ci avranno giocato fin da bambini. Chissà quando e come avranno scoperto il lato infido del mare, a maggior ragione trattandosi di un lago di acqua dolce, come quello di Galilea, dove non ci sono forze che ti tirano su e, se non si sa nuotare almeno un poʼ, si scompare nel freddo del buio.

Chissà quali sono i primi ricordi della gioia di un salvataggio, quando qualcuno in difficoltà era stato ripescato al sicuro sulla riva sassosa. Le grida di aiuto, lʼaccorrere, gli schizzi, il coraggio, la paura, i sorrisi, gli abbracci, forse una festa con fuoco di brace e pesce appena pescato…

Cosa sentono nel cuore i fratelli pescatori quando questo Gesù gli propone di venire con lui a ripescare chi sta affondando?

Perché per salvare chi sta affondando, loro lo sanno bene, cʼè bisogno di gioco di squadra, dʼintesa, non è una roba che si fa da soli, non è unʼarte che si improvvisa.
Salvare chi affonda è unʼavventura da fratelli.

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa ha il potere di farmi affondare? Come affronto o rifuggo queste situazioni?

Faccio memoria di un salvataggio di qualche tipo che ho vissuto. Dovʼero io? Chi cʼera con me? Cosa ho imparato?

Chi è il fratello, la sorella con cui potrei seguire il Signore nella sua avventura di liberazione?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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