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Affrontare l’amico

commento di Mc 2,18-22, a cura di Matteo Suffritti SJ

affrontare
Foto di Matteo Suffritti SJ

Occorre notevole ardimento per affrontare i nemici, ma molto di più per affrontare gli amici.

Harry Potter e la pietra filosofale

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 2,18-22)

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.

Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».


Mi lascio ispirare

Chi è Gesù agli occhi dei discepoli di Giovanni il battezzatore? Che cosa rappresenta per i discepoli dei farisei? Siamo ancora all’inizio del racconto di Marco, ma Gesù ne ha già combinate alcune delle sue: chiama dei fratelli a seguirlo; insegna in sinagoga e lì guarisce un indemoniato che si era messo a gridargli contro; guarisce molte altre persone, partendo dal letto e poi dalla porta di casa di Simone. Ma si mette pure a mangiare e bere con Levi il pubblicano e con i suoi pari, sembrando a suo agio, al posto giusto.

Gesù è un compagno che sbaglia? Oppure sono io a sbagliare se giudico troppo rapidamente? Forse il mio guardare ha bisogno di essere allargato da ragioni che ancora non conosco, dalla potenza di ciò che sta succedendo. Molti che lo incontrano dicono: “Non abbiamo mai visto nulla di simile!”

I discepoli di Giovanni e dei farisei vanno direttamente da Gesù. Hanno il desiderio e il coraggio di porgli una domanda per provare a capirlo. Una domanda in cui si mettono in gioco. Gesù non si sottrae al confronto, alla loro domanda. Li provoca ad aver fiducia in ciò che avviene. Quando trovi il tesoro, l’amico vero, lo sposo, c’è aria di novità. Non aver paura di bere con lui vino nuovo!

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Chi è Gesù per me e per quelli con cui condivido la vita? Perché lo seguo? Lo guardo con qualche sospetto?

Quali sono le domande che non ho ancora avuto il coraggio di fargli? Sono domande “solo teoriche” o si parla di lui, di noi, di me?

Dove trovo posto per la novità del suo vino?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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