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Vuoto d’amore

commento di Mt 23, 27-32, a cura di Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani

E dunque non chiederti per chi suona la campana; essa suona per te.

John Donne

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 23, 27-32)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: “Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti”. Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri».


Mi lascio ispirare

Oggi la prima tentazione è pensare che in fondo Gesù non parli a me, non parli di me. In realtà il Signore ci mette in guardia con parole forti proprio dalla dinamica del sentirsi giusti, del pensare che il nostro cuore non abbia bisogno di continua conversione – e, anzi, essere sempre pronti a puntare il dito contro gli altri.

Questo atteggiamento diventa il grande ostacolo all’incontro con il Signore e all’accoglienza del suo amore.

Ripartiamo allora riconoscendoci figli amati: aggrappati a questa fiducia totale nell’amore che il Signore ha per ciascuno di noi, possiamo finalmente toglierci la maschera e aprire davanti a Lui i nostri sepolcri.

Risulterà forse un po’ doloroso ma sarà sicuramente fonte di vita nuova.

Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale occasione sono entrato in questa dinamica?

Quale luogo della mia vita è un sepolcro da affidare al Signore?

Quando mi sono sentito libero di scoprire i miei sepolcri davanti a qualcuno?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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