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Al Padre, col Figlio

commento di Lc 5,33-39, a cura di Matteo Penazzi

Capire tu non puoi, tu chiamale, se vuoi, emozioni.

Lucio Battisti

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 5,33-39)

In quel tempo, gli scribi e i farisei dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno orazioni; così pure i discepoli dei farisei; invece i tuoi mangiano e bevono!».

Gesù rispose: «Potete far digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro?

Verranno però i giorni in cui lo sposo sarà strappato da loro; allora, in quei giorni, digiuneranno».

Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per attaccarlo a un vestito vecchio; altrimenti egli strappa il nuovo, e la toppa presa dal nuovo non si adatta al vecchio.

E nessuno mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spacca gli otri, si versa fuori e gli otri vanno perduti.

Il vino nuovo bisogna metterlo in otri nuovi.

Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: Il vecchio è buono!».


Mi lascio ispirare

Quand’è che Gesù, lo sposo, è con me? Da quando è morto e risorto, sempre! Lui ha detto “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20) ed è talmente in simbiosi con quella voglia e quella gioia di portare tutti al Padre che mangia e beve con tutti e a casa di tutti. Cosa dovrebbe fare altrimenti Lui che è il Dio-con-noi?

Poi arrivano i momenti “no” e mi ricordo che anche lo sposo ha avuto emozioni umane oltre alla gioia della tavola: non aveva forse paura quando stavano per prenderlo? Non era forse triste quando Pietro lo tradì? Non era forse arrabbiato quando scacciò via tutti dal tempio con le cordicelle?

Io sono creato a sua immagine, con le stesse sue emozioni e pensieri. Desiderando amare sono già un otre pieno di vino buono, per la mia festa con Lui che è lo sposo di tutti nella festa di tutti.

Matteo Penazzi


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come mi sento ora? C’è un tratto/episodio della vita di Gesù che assomiglia al mio sentimento di oggi?

Quando ho sentito nitidamente che lo sposo era con me?

Quando mi sono sentito abbandonato ai miei sentimenti?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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