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Se la lanterna rimane accesa

commento di Mt 25,1-13, a cura di

Foto di Melanie Magdalena su Unsplash

Dimmi, cosa pensi di fare della tua unica, selvaggia e preziosa vita?

Mary Oliver

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l'olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: "Ecco lo sposo! Andategli incontro!". Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: "Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono". Le sagge risposero: "No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene".

Ora, mentre quelle andavano a comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: "Signore, signore, aprici!". Ma egli rispose: "In verità io vi dico: non vi conosco".

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora».


Mi lascio ispirare

Da quando nasciamo siamo chiamati a uscire da noi stessi, ad andare incontro agli altri e alla vita. Il Signore viene ogni giorno, nelle persone che incontriamo, nelle relazioni che viviamo, nelle occasioni che ci vengono date. A volte lo riconosciamo, altre volte no. E può succedere: non sempre abbiamo il cuore pronto a riconoscerlo.

Ma quando lo riconosciamo, il cuore si infiamma. Perché sentiamo che quella presenza ci dona vita, ci apre, ci rende più pieni e più capaci di amare. E forse è proprio questo l’olio della parabola: una vita vissuta nell’amore, nel dono, nella relazione, una vita generativa che alimenta la nostra fiaccola e la mantiene accesa.

Per questo Gesù ci dice: «Vegliate». Non significa vivere nella paura, ma custodire un cuore aperto. Perché il Signore continua a venire ogni giorno. E quando il cuore è acceso, possiamo riconoscerlo e andare incontro a lui.

Tomaso Roncallo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quanto della mia vita sto realmente vivendo come dono e quanto invece sto semplicemente proteggendo me stesso?

Quando mi è capitato di riconoscere qualcosa di importante solo dopo averlo inizialmente ignorato o non compreso?

Davanti a quali occasioni, persone o relazioni il mio cuore si è chiuso/si sta chiudendo?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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