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Affidati alla Parola

commento di Mt 13,54-58, a cura di

Foto di Ioann-Mark Kuznietsov su Unsplash

Le parole dei libri umani si comprendono e si soppesano, alle parole del Vangelo ci affidiamo e umilmente ci sottomettiamo. Se le parole del Vangelo non ci trasformano è perché non chiediamo di essere trasformati

Madeleine Delbrel

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 13,54-58)

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.


Mi lascio ispirare

Tante volte diciamo di voler ascoltare la Parola ma rischiamo di fare come gli abitanti di Nazaret. Essi chiudono la Parola vivente, Gesù, nelle loro categorie e nei loro piccoli schemi, la riducono al già noto. Quante volte prendiamo una parola della Parola e ci sforziamo di applicarla alla nostra vita come una pomata, come un pannicello caldo o fresco per darci sollievo e se questo sollievo non viene, ci chiediamo come mai non funziona? Proprio come quelli della sua patria!

Fantastico, ancora una volta il nostro IO smisurato ha impedito alla Parola di parlarci, di compiere i suoi prodigi. Non è la parola a doversi adattare alle nostre richieste, siamo noi invitati a lasciarci trasformare da lei.

“Le parole dei libri umani si comprendono e si soppesano” dice Madeleine Delbrel, “alle parole del Vangelo ci affidiamo e umilmente ci sottomettiamo.” La Parola così accolta ci può accarezzare e ci può anche mordere, sta qui il dono, sta qui il prodigio: lasciarci sorprendere, lasciarci scomodare, per scoprire che la parola è miracolosa, compie ciò che promette. Continua Delbrel: “se le parole del Vangelo non ci trasformano è perché non chiediamo di essere trasformati”, ma vogliamo prendere ciò che noi riteniamo ci possa servire, che rientra nelle nostre aspettative o bisogni.

Oggi ricorre la festa di sant’Ignazio di Loyola, per tutti noi un maestro di ascolto della Parola, affidato totalmente alla Parola fatta carne: “Prendi, Signore, e ricevi tutto…”.

Affidàti e affìdati alla Parola!

Stefano Titta SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa ti aspetti dalla preghiera?

Cosa chiedi?

In che modo ti senti affidato/a alla Parola?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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