Doppia faccia

All'uomo si può togliere tutto, tranne una cosa: l'ultima delle libertà umane, scegliere il proprio atteggiamento in qualsiasi circostanza.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 13,36-43)
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell'uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l'ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Mi lascio ispirare
In ciascuno di noi crescono diversi semi: buoni e cattivi, grano e zizzania. Dentro di noi convivono diverse voci: quando ascoltiamo il Signore ci riconosciamo figli e figlie di Dio; quando invece diamo spazio a ciò che ci allontana da Lui, ci lasciamo guidare dall’egoismo.
Il vero discernimento, quindi, è capire cosa sto ascoltando. Da cosa nascono le mie scelte e il mio modo di agire. Se dalla misericordia, dalla fraternità, dalla pazienza oppure dalle mie pretese, dall’orgoglio e dal desiderio di avere sempre ragione, che finiscono per mettermi in conflitto con gli altri.
Questo combattimento non è semplice ma appartiene a tutti, a tutte. Siamo chiamati a fare del nostro meglio per seguire il Signore, ma anche a perdonarci a vicenda quando non ci riusciamo e finiamo per dare ascolto alla “zizzania”. Perché è proprio quella, prima di tutto, a ferirci e a impedirci di vivere in pienezza.
Tomaso Roncallo
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In che ambiti della mia vita sto vivendo con fiducia, pazienza e misericordia e in quali con paura, orgoglio, risentimento o egoismo?
Quali atteggiamenti, pensieri o reazioni che finiscono per fare del male prima di tutto a me stesso e poi anche agli altri?
Ricordare che in ciascuno convivono grano e zizzania in che modo mi aiuta ad avere pazienza e misericordia?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.