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Una domanda, non una risposta

commento di Mt 8, 23-27, a cura di

William Turner, Pescatori in mare (1796)

Gli uomini son come il mare:
azzurro capovolto
che riflette il cielo.
Sognano di navigare,
ma non è vero.

Roberto Vecchioni, Il cielo capovolto

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 8, 23-27)

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.

Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.

Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».


Mi lascio ispirare

Salgo con te su questa barca, le gambe traballano. Prima ancora di lasciare il porto già il suolo infido dell’acqua mi priva di ogni equilibrio: mi manca la terra sotto ai piedi. Eppure trovo il coraggio di salire, certa che la tua compagnia basti a rasserenare il mio cuore turbato. Ti seguo. Sicuramente in questo instabile equilibrio sarai con me e tutto sembrerà più semplice.

Lasciamo il porto, la terra si fa lontana. Le onde si alzano, si fanno violente, le prime secchiate d’acqua si rovesciano sul fondo della barca. Non c’è più nulla d’asciutto, qui. Le onde ci coprono; sembra quasi che, oltre alla terra, adesso vogliano sostituire pure il cielo.

Cerco il tuo sguardo, la tua mano, spero di carpire nel vento della tempesta almeno una delle tue parole, ma non ti trovo. Ecco che un fulmine illumina il cielo e l’acqua e ti vedo: raggomitolato vicino alle reti, stai dormendo. Com’è possibile? Com’è possibile non t’abbiano svegliato la tempesta, le nostre grida, l’acqua che stiamo imbarcando e che ci infradicia… solo tu puoi saperlo. Solo Dio sa com’è che tu possa restare lì beato a dormire.

Ti svegliamo spaventati e hai pure il coraggio di prenderci in giro: saremmo uomini di poca fede. L’acqua ormai ci arriva alle caviglie e tu ci accusi di non aver fede… come posso aver fede, io che, nella paura, mi sono imbarcata solo perché pensavo che la tua presenza garantisse un viaggio sereno? Come posso aver fede io che credo alla parola di qualcuno che nella prova dorme invece di starmi accanto? Come possiamo aver fede, se ci hai lasciati soli? Come, come, come?

Ci volti le spalle, guardi il mare. Ti sentiamo borbottare qualcosa e le onde cominciano ad ammansirsi, si abbassano, si fanno più dolci. Timidi raggi di sole illuminano i nostri volti bagnati.

Scopro di esser partita convinta delle cose sbagliate: scegliere di seguirti non è garanzia di mare calmo; la tua presenza non evita i pericoli, non allontana il Male. Scopro che trovare il coraggio di partire non assicura l’arrivo; che riuscire a fare domande non garantisce risposte – né, tanto meno, risposte positive. Tutto quello che ho creduto sulla terra ferma, al sicuro, qui si ribalta: seguirti è un viaggio in acque aperte e saperti vivo e vicino non è un amuleto contro la sfortuna. Sentirti vivo e vicino è un invito, una domanda – non una risposta.

Invitata da te, allora, mi scopro scelta per partire – con te e per te – per un viaggio che senza sconti mi conduce a consapevolezze inattese: stare con te non è meno faticoso, stare con te non è più sicuro… Stare con te è una sfida, ma vicino al tuo cuore il mio cuore si fa più forte: posso reagire, posso attraversare la tempesta e riconquistare acque serene.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Da quale tempesta credevo che la presenza del Signore mi avrebbe protetto?

Con quale errata convinzione rischio di partire per il mio viaggio?

In quale luogo della mia vita ho "poca fede"?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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