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Io andavo per il sentiero, tu venivi per esso,
il mio amore cadde tra le tue braccia,
il tuo amore tremò nelle mie.
Da allora il mio cielo di notte ebbe stelle
e per raccoglierle la tua vita si fece fiume…
Pablo Neruda
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 28,8-15)
In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno». Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.
Mi lascio ispirare
Il Signore è risorto! Il giorno successivo al sabato le donne vanno al sepolcro e un nuovo mondo prende avvio. Il loro passo è segnato da un movimento fisico impellente, non è un camminare pensoso, né un generico allontanarsi. Le donne abbandonano in fretta il sepolcro, come si lascia definitivamente un luogo o si getta via qualcosa che non ha più spazio nella loro (e nella nostra) vita.
Le donne scoprono che il sepolcro – il luogo-segno della morte, della loro umana esperienza della morte – è vuoto e rapidamente se ne vanno, perché una nuova elettrica energia, nella quale si intrecciano gioia e timore, le attraversa e le porta altrove.
L’esperienza della resurrezione è anche questo: un rovesciamento improvviso e radicale dei paradigmi dell’esperienza. Gli schemi antichi vanno lasciati cadere.
Ed è in questo movimento di abbandono che esse incontrano Gesù, il Signore Risorto, che viene loro incontro.
Che meraviglia questa pagina! In modo così trasparente ci restituisce il nucleo dell’esperienza pasquale, l’incontro con il Signore Risorto. La Resurrezione non è un’idea, ma è il dialogo con la persona di Gesù Risorto.
Che meraviglia questa pagina, che descrive passi veloci che corrono gli uni nella braccia degli altri, che calpestano con leggerezza e agilità la terra che ha restituito la Vita dopo averla custodita per tre giorni nella propria profonda oscurità. È il segno della nuova creazione.
E mentre avviene tutto questo, altri passi si allontanano dal sepolcro per nascondere e mascherare, per negare e alterare.
È lo scandalo della Resurrezione, che interroga, dona gioia e suscita timore, che conduce a una vita nuova, nella libertà misteriosa che è insita nel cuore dell’uomo e della donna che possono non credere. Sono i misteriosi passi della fede.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Al Signore Risorto oggi quali gioie confidi? Quali pene affidi?
Quali passi agili e leggeri verso un’esperienza di vita rinnovata hai vissuto in questi ultimi mesi? Quali ti piacerebbe vivere?
Alla parte in te che non crede nella vita da risorti, che cosa senti di poter dire oggi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
6
Aprile
2026
Un nuovo mondo
commento di Mt 28,8-15, a cura di Diego Mattei SJ