
Bernardo Cavallino (1616 - 1656), Cristo e l’adultera -
Questo pomeriggio,
[...] ho scalato
la collinetta sopra i mirtilli selvatici, metafisicamente
scendendo, come in tutte le mie passeggiate: sono andata giù
abbastanza
perché tu mi compiangessi, come a volte hai compatito
altri che soffrono, favorendoli
con doni teologici? Come avevi previsto,
non guardai su. Così sei sceso da me:
ai miei piedi, non le foglie
cerate del mirtillo selvatico ma il tuo io infuocato, tutto un
pascolo di fuoco, e oltre, il sole rosso che non cadeva né sorgeva:
non ero una bambina; potevo trarre vantaggio dalle illusioni.
Louise Glück, Vespro
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 8,1-11)
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».
Mi lascio ispirare
Da una parte la vicenda della «donna sorpresa in adulterio» e presentata davanti a Gesù affinché si esprima sulla sua sorte. Gesù, ribaltando quanto previsto dall’antica legge, fa prendere coscienza a tutti i presenti della propria condizione di peccato, non diversa da quella della donna che viene accusata. Questo suscita un’effettiva consapevolezza degli scribi e farisei, che si vedono incapaci di iniziare a scagliare la prima pietra. Rimasto l’unico davanti alla donna, Gesù le dà anche lui il suo perdono e la incoraggia a continuare la vita senza peccare più. Continuare la vita sapendo cosa mettere al centro.
Dall’altra parte troviamo questa enigmatica azione di «Gesù che scrive per terra». È l’unica volta in cui Gesù scrive nei Vangeli, ma non si sa cosa abbia scritto. Questo permette di aprire a una certa libertà di ipotesi: leggere su quella terra ciò di cui in questo momento ho bisogno… A me piace pensare che Gesù abbia scritto di suo papà Giuseppe, di cui sappiamo molto poco, di come anche lui salvò una donna, Maria, dalla lapidazione. Magari è proprio questo ricordo che affiora nel cuore e nella mente di Cristo, davanti a una situazione simile.
Tra le molteplici possibilità di ciò che possiamo leggere su quella polvere, resta la certezza di un perdono scritto per terra, la stessa terra – in ebraico adamà, da cui Adamo –, di cui siamo fatti. E l’alito che la renderà viva sarà restituire sempre questo perdono al fratello, alla sorella, che ho davanti.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa ho bisogno di leggere, scritto per terra da Gesù?
Qual è l’esperienza di perdono più forte di cui riesco a fare memoria?
C’è anche qualche vissuto di non-perdono che non riesco a liberare?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
23
Marzo
2026
La terra del perdono
commento di Gv 8,1-11, a cura di Giuseppe Amalfa SJ