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Nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.
Albert Camus
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 4,26-34)
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
Mi lascio ispirare
Viene l’inverno, viene l’arsura,
passano i merli, passano i giorni,
l’ora delle tenebre
irrorata dal pianto
giungerà anche lei
il maestro lo sa.
Ma intravede più chiaro
al di là del velo
che il piccolo seme
ha doni e forza bastanti,
anche oggi,
per bucare la bruna prova
ed esplodere discreta in tenera vita.
E piano piano,
giocando pazienti e grintosi
la giostra delle stagioni,
potranno arrivare
nuovi colori e inattesi profumi.
Coraggiosa metamorfosi:
tanti sono accolti
all’ombra fresca del suo verde,
sfamati da morbidi frutti,
pure i merli.
Non lo sappiamo come fatto compiuto
e a volte temiamo davvero
che la storia del seme
possa non raccontare la nostra.
Ma osiamo sperare
che una vita nascosta nella tua
potrà essere feconda e visibile
piccola parabola del tuo amore.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quali sono i semi buoni che sono stati seminati nella mia vita? Che forma stanno prendendo?
Quali situazioni della mia storia sono come i merli: non sono riusciti a mangiare il seme e, infine, possono essere accolti anche loro dall’albero cresciuto?
Di cosa desidero parlare oggi, cuore a cuore, con il Signore?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
30
Gennaio
2026
Parabole del tuo amore
commento di Mc 4,26-34, a cura di Matteo Suffritti SJ