
Foto di Guillaume Galtier su Unsplash -
Una volta, in un giardino con un gruppo di bambini, dissi: «Che bell’aria c’è oggi!» e uno di loro, fissandomi scandalizzato: «Perché chiami aria il cielo?» Solo allora, guardandomi i piedi intimidita, mi accorsi che il cielo arriva fino a terra.
Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 4,12-17.23-25)
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zabulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Mi lascio ispirare
Oggi il Vangelo spegne i riflettori sul Bambino adorato da lontani sapienti per accenderli su un Gesù adulto, provato dall’arresto dell’amico e parente Giovanni, che lascia Nazaret, dove è cresciuto circondato dall’affetto di Giuseppe e Maria.
Un passaggio pieno nell’età adulta, dunque, che non risparmia le fatiche che possono accompagnarlo ed è segnato da tre movimenti.
Si ritirò. La folla di emozioni e sentimenti che verosimilmente accompagnano questa fase è bene che sia contenuta in un clima di ritiro. Il passaggio, il cambiamento da una situazione vitale all’altra, va accompagnato e ascoltato mettendo a tacere rumori e distrazioni. Ritirarsi è un movimento di contrazione: portare a sé ciò che si è, un’operazione di contenimento dell’anima dalle distrazioni che l’affollano.
Cominciò a predicare. Finalmente la parola è pronta, ma dopo una lunga gestazione: una vita intera per comprendere che il cielo, e il suo regno, è vicino; che Dio tocca la terra nell’umano.
Gesù percorreva. E il cielo comincia dai piedi, senza distanze di anni luce: la polvere del suolo e quella delle stelle sono la stessa. Camminando, la parola di Gesù si fa incontro, nell’insegnamento e nella guarigione. Percorrere è immergersi nella vita in tutte le sue forme, casa itinerante per tutti coloro che attendono una parola, una cura.
Ritirarsi, predicare, percorrere: di cosa ho bisogno che Gesù faccia per me oggi?
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Come vivo le situazioni di cambiamento e passaggio?
Cosa mi fa sentire l’esigenza di un tempo di ritiro? Quale parola mi aspetto o desidero che partorisca?
Che sentieri della mia vita vorrei che Gesù percorresse?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
7
Gennaio
2026
Dove comincia il cielo?
commento di Mt 4,12-17.23-25, a cura di Giuseppe Amalfa SJ