Esonartece della chiesa di San Salvatore in Chora, Istanbul -
La morte non è
nel non poter comunicare
ma nel non poter più essere compresi.
Pier Paolo Pasolini, Una disperata vitalità
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 11,14-23)
In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
Mi lascio ispirare
Una folla di persone ha visto un fatto che nessuno contesta, tutti hanno visto la potenza di Gesù nello scacciare un demone che rende muto un uomo. Nell’ammirazione, nel successo che questo evento provoca, iniziano a sorgere delle domande, la chiarezza del segno sfuma e nascono interpretazioni diverse. Alcuni chiedono un segno ancora più sicuro, un segno garantito da Dio stesso, un segno che venga direttamente dal cielo. Altri iniziano a pensare che Gesù possa scacciare i demoni attraverso un potere che viene dai demoni.
Gesù conosce questi pensieri, chiede come sia possibile che un regno possa combattere se stesso, che qualcosa possa avere forza e durare se è divisa. Gesù si rivela così in un segno ancora più limpido: parla alla folla di una fede che non è adesione cieca, chiama ad un atto dell’intelligenza, ad una interpretazione vigile e libera dei segni e degli eventi.
L’ingresso (l’esonartece) della chiesa di San Salvatore in Chora, in Turchia, è segnato da mosaici che raccontano storie di persone guarite dallo sguardo di Gesù – e per questo liberate e libere di entrare nel suo amore. La fede vive di cose che hanno in loro stesse la bontà e il bene, come vedere svanita la divisione, la separazione, l’isolamento.
Valentina Cammarota
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale luogo della mia vita oggi ho chiesto segni della presenza di Gesù?
Quali sono stati per me i segni del suo amore?
Quali demoni muti, che abitavano il mio cuore, sono stati ascoltati da Gesù?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
27
Marzo
2025
Segno di Unità
commento di Lc 11,14-23, a cura di Pietre vive