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Balsamo di misericordia

commento di Lc 6,27-38, a cura di Martina Pampagnin

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ph. Wil Stewart on Unsplash

C’è metodo nel ghiaccio sopra le foglie. Tutta meccanica di misericordia.

Chandra Livia Candiani

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 6,27-38)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.

E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».


Mi lascio ispirare

Cammino scalza su carboni rossi e neri. Schiena dritta e passo leggero. Gli occhi fissi nel tuo enorme sguardo d’amore che posi su di me, senza batter ciglio: vieni avanti, coraggio. Passo dopo passo, lento e leggero, quasi libellula che si posa lieve sull’acqua, cammino su carboni ardenti guidata dal tuo sorriso di luce fresca.

Dal nero fumo intorno a me, tante voci mi raggiungono: chi mi ricorda di aver sbagliato, di non aver fatto abbastanza; chi colpisce con il non aver amato il giusto, il non aver capito; chi semplicemente guarda male, dice male. La falsità mi viene sputata addosso, le bugie e l’ingiustizia mi feriscono ad ogni passo. Ma con il tuo sorriso misericordioso a guidarmi e a riempire il mio orizzonte, come non sorridere leggera e sussurrare nel cuore a ciascuna di quelle voci: ti voglio bene?

Ogni passo una silenziosa richiesta di misericordia e amore per ciascuno di quei volti fumosi: Padre, porta luce nei loro cuori. Ad ogni carbone ardente, chiedo per me la grazia di seguire il tuo esempio, facendo di ogni schiaffo una carezza, di ogni tizzone ardente un fresco balsamo che lenisce.

Martina Pampagnin


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Che volto hanno i tuoi carboni ardenti oggi?

Qual è la tua preghiera al Padre, per affrontare le difficoltà che bruciano di più?

Per chi vorresti essere balsamo con il Padre?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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