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Senza ali e senza rete

commento di Mt 1,18-24, a cura di Matteo Suffritti SJ

E con le mani, amore, per le mani ti prenderò e senza dire parole nel mio cuore ti porterò. [...] Ma voleremo in cielo in carne ed ossa: non torneremo più. E senza fame e senza sete, e senza ali e senza rete voleremo via.

Francesco De Gregori

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 1,18-24)

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:

a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,

che significa «Dio con noi».

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa


Mi lascio ispirare

Che follia fidarsi di un sogno. Che follia scommettere l’amore, lanciarsi senza ali e senza rete. Così fu generato Gesù. In Maria e in Giuseppe non prevale il timore di lanciarsi. Non aspettano che sia tutto chiaro. Non cercano sicurezze. Si affidano l’una all’abbraccio dell’altro in un mondo che potrebbe non capire. Provano ad essere giusti l’uno con l’altra.
Si fidano di essere all’ombra dell’Altissimo. E non si fanno troppe domande, pare…

Con la loro vita concreta, in carne ed ossa, si fanno compagni del sogno di Dio: che il popolo sia salvato dai suoi peccati! Un Dio fantasioso che salva dai peccati con un bambino!

Il nome di Dio è la pietra su cui Giuseppe e Maria provano a costruire la loro piccola, singolarissima casa. Un Dio vivo che cammina con il suo popolo. Questo Dio potrebbe essere così folle da voler camminare anche con me, con la mia piccola e singolarissima vita?

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Dove chiedo che il Signore mi accompagni camminando con me?

In che occasione mi sono fidato, sentendomi all’ombra dell’Altissimo?

Quando la paura mi ha impedito di affidarmi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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