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13/04 #RINASCERE

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

a cura dei Gesuiti Italiani RINASCERE: Rinascere dallo Spirito? “Né il futuro né il passato esistono. (…) forse sarebbe meglio dire che i tempi sono: il presente del passato; il presente del presente; il presente del futuro (…) Il presente del passato è la memoria, il presente del presente è l’intuito; il presente del futuro […]


Mi lascio ispirare

a cura dei Gesuiti Italiani

RINASCERE: Rinascere dallo Spirito?

“Né il futuro né il passato esistono.
(…) forse sarebbe meglio dire che i tempi sono:
il presente del passato;
il presente del presente;
il presente del futuro (…)
Il presente del passato è la memoria,
il presente del presente è l’intuito;
il presente del futuro è l’attesa.”
Sant’Agostino – Le Confessioni
 
Gv 3,1-8
C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodèmo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodèmo: “Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”. Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”.
 
La notte è quello spazio silenzioso e avvolgente in cui talvolta capitiamo o che ricerchiamo consapevolmente per fare chiarezza nella nostra vita.
Sembra un paradosso, eppure succede così: l’oscurità aiuta a fare chiarezza.
Nel cuore della notte, gli stimoli esterni si affievoliscono. I suoni intorno a noi si attutiscono, i colori sbiadiscono.
Scende quel silenzio quasi surreale eppure necessario, in cui facilmente possiamo rientrare in noi stessi e leggere con uno sguardo unificante che cosa è la nostra vita.
A volte basta una parola udita distrattamente durante la giornata oppure una scena vista con la coda dell’occhio: un elemento insignificante che dentro di noi vibra intensamente e diventa una nuova chiave di lettura.
Il senso della nostra esistenza allora comincia a fare capolino, come tensione che lega il passato, fatto dalla storia vissuta, talvolta sofferta, talvolta gustata e il futuro come promessa che ancora è in attesa di realizzarsi. E’ in questo attimo sublime che cogliamo il senso del nostro essere: siamo rinati nello Spirito . E ogni volta capita in modo nuovo, inedito.
Ti è mai capitato di cogliere lo Spirito dentro di te?
P. Flavio Bottaro, gesuita

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.