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07/06 #sapori

commento a cura di Rete Loyola (Bologna)

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo

DARE SAPORE: esaltare i sapori dell’umanità “Solo chi vive per gli altri vive responsabilmente, ossia vive.” [D. Bonhoeffer]   Mt 5,13-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?  A null’altro serve che ad essere gettato via […]


Mi lascio ispirare

DARE SAPORE: esaltare i sapori dell’umanità

“Solo chi vive per gli altri vive responsabilmente, ossia vive.” [D. Bonhoeffer]

 
Mt 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?
 A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
 
 
Il nostro istintivo  narcisismo fa un po’ di fatica ad accogliere queste parole di Gesù: siamo  abituati a conquistare piuttosto che a scomparire come il sale e la luce di una candela, preferiamo affermare noi stessi piuttosto che esaltare i sapori degli altri come fa il sale o lasciar vedere gli altri come fa la luce.
L’amore è proprio come il sale, chiede  prudenza, richiede sapienza o discernimento: il fatto che una cosa sia buona in sé non vuol dire che sia opportuno per me sceglierla oggi. Il fatto che a me piaccia il gorgonzola non vuol dire che debba regalarlo a tutti!
Il discepolo di Gesù è come sale e luce perché fa la  differenza: un cibo con il sale non è la stessa cosa di un cibo che non ne ha, una città senza luce non è la stessa cosa di una città illuminata.
Non è detto che tutti apprezzino sempre la mia cucina o che tutti mi ringrazino per la lampada che ho acceso, ma di certo le parole di Gesù mi hanno fatto capire che io sono comunque capace di dare sapore e di illuminare. 
Dentro di me ci sono energie, risorse, capacità per cambiare il volto delle cose, per cambiare il sapore e le prospettive. E allora per essere felice posso cominciare quanto meno a non buttar via il sale e a non soffocare la luce.

Rete Loyola (Bologna)


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.