Liberi tutti!

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 6, 37-40)
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».
Mi lascio ispirare
Perché vogliamo ricordare i nostri defunti? I loro gesti, le loro parole, il loro modo di amare, le loro fragilità hanno contribuito a plasmare ciò che siamo. Ricordare i nostri cari è il modo con cui possiamo riconoscere questa eredità umana. La vita di chi ci ha preceduto ci viene affidata e chiede di trovare spazio nella nostra.
Nel ricordo possiamo accogliere tutta la vita dell’altro, nel bene e nel male. Il bene che ha saputo incarnare può essere custodito con gratitudine e fatto germogliare. I suoi errori, le sue contraddizioni, le sue ferite possono diventare preziosi: ci aiutano a riconoscere ciò che non ha condotto alla pienezza e aprono per noi possibilità nuove. Possiamo così portare avanti ciò che l’altro ha iniziato e, talvolta, dare compimento a qualcosa che nella sua esistenza è rimasto incompiuto. Nulla può essere scartato: persino ciò che ha prodotto sofferenza può diventare occasione di evoluzione.
Ricordare i nostri defunti diventa un atto di salvezza reciproco. Quando accogliamo la loro umanità e la trasformiamo in una possibilità di pienezza nella nostra stessa vita, partecipiamo a quel desiderio di Dio che nulla vada perduto. La loro vita viene assunta nella nostra attraverso il discernimento. Noi, oggi, possiamo diventare il luogo in cui la vita di chi ci ha preceduto trova finalmente compimento. Salviamo noi nel salvare loro…
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quale tratto di umanità di una persona che non c’è più riconosco ancora vivo dentro di me?
Quale fragilità o errore di chi mi ha preceduto potrebbe diventare per me un’occasione per vivere con maggiore consapevolezza e pienezza?
Che cosa posso scegliere di vivere oggi perché qualcosa della vita di chi ho amato non vada perduto?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.