Discepoli in ascolto dello Spirito

Tu non sai che il pensiero di una donna è più veloce di un viaggio.
Mi hai rinnegato molte volte e mi hai rimandata indietro di mille anni.
Così oggi ti chiudo la strada e ho un vigile sempre pronto che ti sbarra il mio cuore.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 12,8-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».
Mi lascio ispirare
L’attenzione dell’evangelista Luca è tesa a raccontare l’esperienza personale di cui, tra i quattro evangelisti è originale portatore: le comunità cristiane che fioriscono dopo la passione morte e risurrezione di Gesù, dopo le sue apparizioni da Risorto e dopo la sua Assunzione al cielo sono la prosecuzione della sua missione, della sua salvezza donata all’umanità, e della sua testimonianza del Regno. Luca non è stato discepolo di Gesù ma ha vissuto proprio il passaggio da Gesù presente al formarsi delle comunità. Gesù non è più presente visibilmente ma invia lo Spirito Santo che guida la chiesa dopo la sua Assunzione in cielo. Lo Spirito Santo è il segno e il testimone che l’assenza fisica di Gesù, la sua sottrazione ai discepoli, è precisamente il piano amorevole del Padre che si realizza, e non un abbandono. Qui sta il punto anche per noi e per la nostra vita; camminiamo su un crinale: o la vita non ha senso, è un totale abbandono, siamo esseri soli, o siamo accompagnati discretamente, dolcemente dalla “luce gentile” dello Spirito che rende attuale e presente Gesù Vivo, colui che non lascia mai solo nessuno. Per questo bestemmiare lo Spirito Santo è imperdonabile: perché mette in discussione alla radice qualsiasi presenza reale e relazione con Gesù e qualsiasi senso dell’esistenza. La bestemmia allo Spirito è un boomerang che ci ritorna indietro e ci autosabota.
In questo senso si possono leggere anche i versetti precedenti: per i suoi discepoli (Gesù sta parlando ai discepoli!) riconoscere Gesù è importante perché Egli fa parte della verità profonda delle loro vite. Man mano che il discepolo progredisce nella conoscenza e nella vicinanza del Maestro, la sua vita diverrà sempre più “simile” a quella del Maestro e si configurerà (diventerà man mano la stessa figura, assumerà la stessa forma) ad essa, tant’è che affermare il contrario sarebbe devastante per il discepolo stesso. È il Maestro stesso e il suo Spirito a donarci questa progressiva somiglianza Lui: non riconoscere questa dinamica sarebbe come rifiutare e distruggere il dono così prezioso ricevuto.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Noi singoli discepoli e la comunità: che rapporto hai con la comunità ecclesiale?
Come affronti le tue “emozioni tristi”, quelle che scoraggiano la fiducia sull’avvenire?
Quale persona, quale realtà o quale tua caratteristica riconosci con facilità? Quale non sei disposta/disposto a rinnegare?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.