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Ciò che semplicemente è

commento di Lc 12,1-7, a cura di

Foto di Amir Doreh su Unsplash

Tendono alla chiarità le cose oscure.

Eugenio Montale, Portami il girasole

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 12,1-7)

In quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:

«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.

Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.

Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».


Mi lascio ispirare

Ipocrisia o semplicità? Apparire o essere? Forse Gesù sta proprio sottolineando l’atteggiamento di vita fondamentale che dovrebbe vivere il discepolo: la trasparenza, la semplicità, l’affidamento al Signore. E per contrasto vuole aiutare i suoi discepoli a smascherare ogni modalità di vita che porta alla non autenticità: modalità che, come l’ipocrisia, tendono a “fermentare”, proprio come il lievito, e a far diventare la propria vita gonfia di ciò che non è autentico.

Ecco perché va temuto soprattutto chi intossica, irretisce o non chiama le cose col loro nome le situazioni di vita. La semplicità, invece, permette di rendersi conto che si è nelle mani di un Dio buono, che non dimentica le sue creature e che è provvidente verso tutti (anche verso gli ipocriti…), che chiede di essere riconosciuto come l’unico Dio vero.

Solo con questo stile di vita autentico il discepolo di Gesù può testimoniare la bontà e la bellezza nel seguire il Signore. E allora non ha bisogno di apparire, di “conquistarsi” una platea, una approvazione, non deve convincere, ma mostrarsi per ciò che semplicemente è: persona amata, perdonata, accompagnata da Dio nelle sue vicende di vita. La testimonianza vera non può che essere questo.

Lino Dan SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale ambito della tua vita ti senti chiamato a essere più trasparente?

Quando ti è capitato di conoscere qualcuno che ti è sembrato davvero autentico?

Cosa vorresti che fosse più semplice e chiaro?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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