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So-stare con Gesù

commento di Lc 11,15-26, a cura di

Foto di Helen Brook su Unsplash

E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.

F. Battiato, E ti vengo a cercare

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 11,15-26)

In quel tempo, [dopo che Gesù ebbe scacciato un demonio,] alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.

Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.

Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.

Chi non è con me, è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde.

Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima».


Mi lascio ispirare

Se confidiamo esclusivamente sulle nostre capacità, prima o poi crolliamo. La nostra vera forza contro il male che abita la nostra vita, allora, consiste nel fare certamente tutto ciò che è nelle nostre capacità, ma sempre insieme a Gesù. Senza di lui rischiamo di disperdere ciò che di prezioso abbiamo nella vita.

Per questo è fondamentale fare continuamente discernimento, ovvero riconoscere le falsità che abitano il nostro cuore e che spesso si manifestano come paure e sicurezze vacillanti. Sant’Ignazio ci insegna che non si tratta di scegliere solo tra il bene e il male, ma anche tra ciò che è “semplicemente bene” e ciò che, invece, è il meglio per me oggi: prediligere ciò che oggi risponde “di più”, per me, alla chiamata di Dio e mi conduce a lui.

Il nemico, infatti, molto spesso ci fa accontentare di un bene “rassicurante”, e appare come un «uomo forte, bene armato». Ma il Signore è il più forte e viene a disarmarlo. Gesù scaccia i demoni e dice, attraverso questo segno, che è arrivato il Regno di Dio. E allora, se questo è vero, ciò che Gesù ha inaugurato è una realtà nella quale ci siamo anche noi oggi. In questo senso, possiamo scacciare ciò che ci tiene prigionieri, perché Cristo è il più forte e il suo Regno è già qui.

Tuttavia, quello che si è sconfitto oggi può ripresentarsi domani, forse da un’altra via e forse anche più forte di prima. Certamente con il Battesimo siamo stati liberati dal male e la casa è stata spazzata e adornata, ma occorre abitarla. Dobbiamo, cioè, scegliere di prendere posto e, soprattutto, accogliere Dio come “inquilino”. Gesù afferma solennemente «Chi non è con me è contro di me». Allora, non possiamo rimanere neutrali: la questione non è soltanto combattere il male, ma scegliere di stare con Cristo. Senza di lui ci si frammenta, si perde il centro, ci si smarrisce. Come custodire la casa? Rimanendo nella preghiera, nutrendoci quotidianamente della Parola e accostandoci ai sacramenti, facendo discernimento e scegliendo il magis, ciò che maggiormente ci conduce verso Dio e verso la nostra chiamata, senza abbassare la guardia.

Marco Ruggiero


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali situazioni della mia vita rischio di confidare troppo nelle mie sole forze, pensando di poter fare tutto da solo?

Qual è oggi, per me, il “bene rassicurante” che rischio di scegliere, invece di cercare ciò che davvero mi conduce a Dio?

Quali “porte” della mia casa interiore devo oggi custodire e quali devo invece aprire maggiormente a Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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