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Il compito sacro della cura

commento di Mt 21,33-43, a cura di

Foto di Alek Newton su Unsplash

Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza,
percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.

Franco Battiato, La cura

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 21,33-43)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».


Mi lascio ispirare

Hai scelto proprio me: mi chiami a prendermi cura dei frutti della tua vigna, Signore; io, nel mio piccolo, grata per la grande fiducia che in me riponi, ti chiedo una piccola iniezione di coraggio: che io non abbia paura dei contadini malvagi, che io col cuore traboccante di attesa e buona volontà vada ogni giorno nella tua vigna a prendermi cura delle tue piante senza timore.

Sento l’onore e l’onere del compito sacro della cura: mi chiami all’attenzione, alla costanza, alla pazienza per imparare la tenerezza gentile dei ritmi naturali della vita.

La mia vita sia allora puro tramite, perché nella mia umiltà hai scelto me, tua serva e tua figlia, per l’onore grande del prendermi cura della vita. Testimone di vita, di pienezza e di bellezza mi reco allora nella tua vigna con fiducia… se persino una pietra scartata nelle tue mani diventa pietra d’angolo, la mia piccola esistenza spaventata può essere tramite di Vita.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando ti sei sentito chiamato a essere custode di qualcosa di prezioso?

Per quale compito hai bisogno di una piccola iniezione di coraggio?

Quale vigna sei chiamato a custodire oggi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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