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Tutto Dio nelle mie mani

commento di Lc 9,43b-45, a cura di

Foto di victor dubugras su Pexels

Eccolo ancora tastare la corda con la punta delle dita;
sale la scala,
sta in equilibrio, sorride;
un ultimo inchino.
Nessuno intorno
ad applaudirlo.
Solo una voce: Reggiti, reggiti,
reggiti ai tuoi occhi. Chi lo chiama?

Ghiannis Ritsos, Il funambolo

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 9,43b-45)

In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».

Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.


Mi lascio ispirare

Prega guardando le tue mani.

Un Dio da raggiungere? Un Dio al quale ci si deve donare? Gesù sembra offrire una proposta totalmente inversa. Dio ha tanta fiducia nell’uomo da mettersi completamente nelle sue mani. Nelle tue mani.

Pur sapendo bene che questa storia potrebbe finire molto male.

Per Lui, a quanto pare, l’importante è consegnarsi. Essere con te, per te.

Amante.

Totalmente.

Nelle tue mani.

Come un funambolo.

Ci sono ostacoli che l’amore deve attraversare per farsi sentire.

Ci sono tempi che deve aspettare.

Ci sono resistenze che non lo fanno entrare.

L’amore è paziente.

È nascosta una gioia nel consegnarsi. È la gioia di Dio. È la gioia di amare.

Talvolta nella vita senti la gioia di volerti consegnare, assieme a Dio, nelle mani di qualcuno.

Come è successo a Gesù con i suoi discepoli: non ci sono applausi, spesso neanche comprensione, forse si sente anche qualche giudizio da parte di qualcuno.

Consegnarsi. Come quando, mentre il funambolo percorre sicuro il cavo teso sotto i suoi piedi, qualcuno grida, tiene il fiato sospeso, teme per la sua vita o pensa “ma chi glielo fa fare?”.

Eppure il funambolo è nato per quello: per attraversare quel filo, sicuro.

Matteo Polato OFM


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Con quale immagine descriveresti le resistenze che Dio deve attraversare per potersi consegnare a te?

Quali sentimenti nascono in te immaginando che Dio si consegna nelle tue mani?

Quando hai sentito la gioia di consegnarti a qualcuno? E cosa hai dovuto attraversare per farlo?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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