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Il cuore nella miseria

commento di Mt 9,9-13, a cura di

Foto di George Kamau su Unsplash

E non capivo che quell’uomo era il mio volto, era il mio specchio finché non verrà il tempo, in faccia a tutto il mondo, per rincontrarlo.

Francesco Guccini, Amerigo

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 9,9-13)

In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Mi lascio ispirare

Sempre, in ogni tuo movimento, mentre i giorni scorrono e il mondo non si accorge della tua vita, tu sei visto da Gesù. Lui passa, cammina e ti vede. E, nella tua interezza, ti chiama: seguimi. Tutto profuma di nuovo: sì.

Ma il nuovo scomoda, discreto disturba tutti coloro che resistono alla vita che viene incontro nella sorpresa, che ne arrestano la creatività: perché il Messia divide la tavola con gli ultimi? Perché non premia i buoni e i giusti?

Ecco l’inciampo. Ritenere di conoscere Gesù per mezzo dei miei soli e illusori schemi: solo i bravi meritano l’amore. Ma il Figlio di Dio è altro, ben altro desidera per te. Ha nel cuore la tua miseria. Misericordia vuole.

Melania Condò


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali snodi del tuo cammino ti sei riconosciuto/a visto/a da Gesù che passava?

Quale aspetto del Vangelo di Gesù ti scomoda di più, mettendo in discussione i tuoi schemi di comprensione dell’altro?

Quale tassello della tua storia desidera essere incontrato dalla misericordia voluta da Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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