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Cortesie per gli ospiti

commento di Lc 7,36-50, a cura di

Foto di Sincerely Media su Unsplash

Invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto.

Anthelme Brillat-Savarin

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 7,36-50)

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».


Mi lascio ispirare

Mettiamo che Simone abbia invitato a casa Gesù con tutte le buone intenzioni, per capire in maniera personale e dal vivo se Gesù fosse veramente un profeta come si sentiva dire in giro. Poniamo che lo abbia messo alla prova non offrendogli appositamente le “cortesie per gli ospiti” ovvero il benvenuto e il necessario per le abluzioni rituali. Gesù ci sta, non fa una piega, comincia a mangiare senza scomporsi. Questo fatto non avrà di certo colpito positivamente Simone, che da buon fariseo, è molto legato a tali pratiche: “Che profeta è se non fa le abluzioni rituali? Se non le chiede?”. Cominciamo male! Comincia a prendere forma in Simone il giudizio negativo.

Colpo di scena! Si avvicina una donna, che dona a Gesù le “cortesie per gli ospiti” in maniera intensa, esagerata, partecipata, molto fisica. Ancora una volta Gesù lascia fare, non si scompone.

L’incipiente giudizio negativo di Simone su Gesù si radicalizza: “Se fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!”. Simone fa rientrare la persona della donna in un “genere”, in una categoria: la categoria “peccatori”; e non sbaglia, ha ragione: la donna è effettivamente una peccatrice. Simone fa lo stesso con la persona di Gesù: Gesù non fa parte della categoria dei “profeti” perché non soddisfa le condizioni per essere tale.

È qui che Gesù instaura la possibilità della conversione per Simone. Gesù non guarda i requisiti della donna, non la vede solo come una peccatrice; in lei vede altro, vede oltre, vede il pentimento, il desiderio, il dolore che la schiaccia, l’impossibilità umana di uscire da certe situazioni che portano al peccato. Ma Gesù non si ferma qui, vuole che anche Simone entri in questo sguardo non categorizzante: Gesù non si limita a collocarlo sotto il genere “fariseo osservante”, ma lo provoca sul terreno della sua umanità, del suo desiderio di amare.

Sulla vasta gamma di gradazioni dell’amare (di più o di meno) si possono incontrare Gesù, Simone e la donna: ecco il significato della parabola dei due debitori e la domanda: «Chi di loro dunque lo amerà di più?».

Simone accetterà di allargare il suo sguardo su Gesù e sulla donna? Non lo sappiamo. O, forse sì, lo sappiamo, perché siamo consapevoli di cosa stiamo facendo noi.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali elementi ti fanno sentire più vicino a Simone o alla donna?

Quale messaggio ha per te questo racconto?

In che luogo della tua vita ti senti chiamato all'arduo compito di “allargare lo sguardo” e vedere “altro e oltre” nelle persone, superando i pre-giudizi e le categorie?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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