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Perdonati per perdonare

commento di Mt 18,21-35, a cura di

Photo by Corina Bianca Alb on Unsplash

Il perdono è la fragranza che la viola lascia sul calcagno che l'ha schiacciata.

Mark Twain

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 18,21-35)

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose:

«Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: "Restituisci quello che devi!". Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: "Abbi pazienza con me e ti restituirò". Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.

Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?". Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.

Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».


Mi lascio ispirare

Dio non misura il suo amore secondo i nostri meriti, ma secondo la sua infinita misericordia. Ogni giorno riceviamo molto più di quanto possiamo restituire: perdono, pazienza, nuove opportunità, fedeltà.

Pietro mostra la sua umanità nel suo limite e cerca risposte usando la mente invece che il cuore. Egli cerca un limite, un valore matematico e quindi si chiede: quante volte devo perdonare?

Gesù abbatte quel limite, pur fornendo dei numeri. Gesù sposta lo sguardo dal conteggio all’amore, dalla mente al cuore.

Il perdono non è una matematica del dovere, ma una conseguenza della misericordia ricevuta. Chi ha sperimentato la compassione di Dio non può trattenerla solo per sé. Chi dimentica di essere stato perdonato facilmente diventa esigente, giudicante e severo verso gli altri.

L’invito di oggi è quello di contemplare non solo le azioni esteriori, ma anche i movimenti interiori del cuore. Tutto questo non significa ignorare il male o rinunciare alla giustizia. Significa lasciare che il cuore non diventi prigioniero del risentimento. Il rancore lega al passato; il perdono apre al futuro.

Perdonare è partecipare al modo di amare di Dio, anche quando costa, anche quando richiede tempo, anche quando le ferite sono ancora aperte.

Vanessa D'Urbano


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale debito di misericordia ricevuta da Dio rischio di dimenticare nella mia vita quotidiana?

Verso chi sto trattenendo il perdono o mantenendo un atteggiamento di durezza e giudizio?

In quale situazione concreta il Signore mi invita oggi a compiere un passo di riconciliazione, libertà o compassione?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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