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Un’apparente perfezione

commento di Mt 23,23-26, a cura di

Foto di Jeremy Bishop su Unsplash

È attraverso le crepe che entra la luce.

Leonard Cohen

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 23,23-26)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull'anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma all'interno sono pieni di avidità e d'intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere, perché anche l'esterno diventi pulito!».


Mi lascio ispirare

Quante volte, durante le nostre giornate, ci soffermiamo a pensare a come appariamo agli altri e a cosa la gente possa pensare di noi. Siamo sempre alle prese con l’offrire un’immagine di noi stessi perfetta, priva di difetti e socialmente accettabile. Nascondiamo ciò che non riusciamo ad accettare di noi, sperando che gli altri ci vedano migliori di come ci percepiamo. Ci illudiamo persino di riuscire a mascherare ciò che non gradiamo: fingiamo di essere sempre forti e coraggiosi, credendo che niente ci possa scalfire. Invece, l’esperienza umana ci riporta sempre a un freddo bagno di realtà: siamo fragili, deboli e bisognosi di qualcuno che si prenda cura di noi.

Ecco allora che Gesù ha una parola per tutte queste situazioni di finzione: ci invita ad essere noi stessi, a mostrarci così come siamo, con le nostre fragilità e necessità.

Il desiderio di perfezione è un’esperienza profondamente umana. Tuttavia, solo quando smettiamo di inseguire le apparenze e abbiamo il coraggio di guardare in faccia la realtà, creiamo il terreno adatto per accogliere il sostegno del Signore e del nostro prossimo. È così che possiamo vivere nel mondo e relazionarci con gli altri in modo completamente nuovo.

Sara Zaccarini


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali ambiti della mia vita avverto di più la necessità di mostrare un'immagine di me impeccabile? In quali, invece, sperimento di potermi consegnare così come sono?

Qual è la resistenza/fatica più forte che sento nel riuscire a mostrarmi autenticamente, nel momento della mia fragilità?

Quali sentimenti mi abitano quando mi soffermo a pensare che Dio non mi chiede di essere perfetto, ma solo di potermi incontrare per amarmi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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