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Chiamati alla libertà

commento di Mt 19,23-30, a cura di

Foto di Zulmaury Saavedra su Unsplash

Libertà va cercando ch'è sì cara
come sa chi per lei vita rifiuta.

Dante Alighieri, Purgatorio

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 19,23-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».

Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».


Mi lascio ispirare

Dio ci vuole salvare e solo in lui c’è la salvezza. L’invito di Gesù a stare attenti alla ricchezza, intesa non solo come il possesso di beni materiali ma come schiavitù dalle cose che abbiamo ci apre a quelli che sono i tre i consigli evangelici che ritroviamo nella vita di Gesù: la povertà, appunto, la castità e l’obbedienza.

I consigli, quindi, non sono rivolti solo ai religiosi, che li esplicitano nei tre voti, ma è un invito come segno profetico di ciò che tutti sono chiamati a vivere, in modo diverso. La povertà, la castità e l’obbedienza sono una testimonianza radicale e visibile di quella libertà evangelica nei confronti delle cose, delle persone e di noi stessi, che tutti dobbiamo avere per amare Dio e servire i fratelli.

Ma come dice Gesù stesso questo è molto complesso, se pensiamo di poterlo fare da soli, se pensiamo che solo con la nostra determinazione possiamo riuscire a portarli avanti. Ma non è impossibile se affidiamo la nostra vita al Signore, se davvero apriamo il nostro cuore a Lui in modo che possa diventare un terreno fertile su cui far crescere i tre consigli, che rappresentano la nostra vera dimensione umana: la libertà.

A volte pensiamo che seguirli porta solo sacrificio e ci scoraggiamo davanti agli insuccessi, ma non è così. Il Signore riesce a far fiorire il nostro essere uomo e donna attraverso anche le nostre cadute e le nostre imperfezioni. Non smettiamo mai di pregare per questo: che il Signore ci illumini e ci sostenga in questo cammino di libertà.

Alessandro Di Mauro SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come sto quando non mi sento libero/a?

Cosa mi aiuta a fare spazio alla Parola di Dio nella mia vita?

Che sensazione mi porta pensare che Dio mi ha pensato/a libero/a?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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