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Manca qualcosa?

commento di Mt 19, 16-22, a cura di

Foto di Joshua Woroniecki su Unsplash

Non abbiamo la vita eterna perché siamo buoni,
l'abbiamo perché Dio è buono.

Craig Groeschel

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 19, 16-22)

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».

Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va', vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».

Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.


Mi lascio ispirare

Da cosa non riesci a staccarti?

Tra le dieci Parole, Gesù elenca al giovane ricco quelle che riguardano i rapporti con il prossimo, menziona addirittura la seconda parte del primo dei comandamenti: «amerai il prossimo tuo come te stesso». Gesù non menziona, invece, la prima tavola delle dieci Parole e la prima parte del primo dei comandamenti: «amerai il Signore Dio tuo…». Nella risposta verbale al giovane Gesù omette le Parole che riguardano la relazione personale con Dio.

Cosa manca al giovane?

Gli manca un desiderio, una stella polare, un senso (un fine), una motivazione che riesca a coagulare le nostre scelte e a orientarle. A volte ciò che manca è più importante di ciò che c’è, fa più rumore, disorienta perché il vuoto rischia di fagocitare, di far implodere tutto il resto. Al giovane manca un desiderio sufficientemente robusto nei confronti di Dio che gli consenta di mettere le cose in ordine, di non vivere le buone azioni fatte nei confronti degli altri come dei riempimenti di vuoti dell’anima.

Dio non si impone

Oggi abbiamo molte alternative al Signore, non solo il denaro e/o le ricchezze. Dio si trova davanti molti contendenti nel nostro cuore. Chi sceglieremo? La tristezza (la desolazione spirituale) ci parla di qualcosa che ci sta facendo del male, che ci sta togliendo la vita, di una strada imboccata male, di scelte da rivedere, di priorità da riconsiderare, di percorsi da interrompere, di un cuore (di un amore) da riorientare.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come valuti la tua relazione con il Signore? Ha un fine? Quale?

Qual è il riferimento, il centro, la motivazione che orienta il tuo cuore, le tue scelte, le tue azioni?

Quando ti è capitato di sentirti triste dopo aver preso una decisione? Puoi ricordare (portare al cuore) e rileggere quello che è successo alla luce di questo episodio?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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