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Un’amorevole attenzione

commento di Mt 17, 1-9, a cura di

Foto di Hassan Bouamoud su Pexels

L'amore finisce dove cessa l'ascolto.

Enrico Maria Secci

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 17, 1-9)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».

All'udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».


Mi lascio ispirare

“Avrei dovuto capirlo allora…”. Accadono a volte eventi nella nostra vita che non comprendiamo immediatamente. Essa prosegue. Nuovi pezzi si aggiungono al suo mosaico. Accade talvolta che ciò che appariva in prima istanza misterioso e annodato, con il tempo si sciolga e diventi trasparente anticipazione.

Questo è il cuore della Trasfigurazione. Gesù prende in disparte Pietro, Giacomo e Giovanni e fa vivere loro un’esperienza che anticipa la Gloria della Resurrezione.

Al centro di questo brano vi è una parola: «Ascoltatelo». Oggi questo invito vale anche per noi. Ascolto non è solo prestare attenzione alle parole pronunciate da Gesù. È anche osservare la sua persona, seguirne con cura i gesti, apprezzarne le scelte. L’ascolto è molto più che sentire delle parole. Ascoltare è porre qualcuno al centro di un’amorevole attenzione. Forse non si può ascoltare veramente che le persone a cui si vuole bene.

Ciò che rivoluziona la vita dei discepoli non è il grande evento della Trasfigurazione, ma il gesto ben più “trascurabile” dell’ascolto. Quanto profondo può essere il cambiamento che sgorga da un cuore e una mente che lasciano spazio agli altri, ascoltandoli.

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Nella tua vita ci sono stati eventi che retrospettivamente si sono rivelati "illuminanti"?

Qual è l'ultima volta che ti sei sentito/a profondamente ascoltato/a?

Come è cambiata la relazione con una persona che tu hai ascoltato con attenzione e senza giudizio?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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