Terra curata

Tu sei come una terra
che nessuno ha mai detto.
Tu non attendi nulla
se non la parola
che sgorgherà dal fondo
come un frutto tra i rami.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 13,18-32)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Mi lascio ispirare
Non bastano i sassi, non bastano i rovi a soffocare ogni possibilità di vita. Né è solo la qualità della terra che sei a permettere ai semi di germogliare e poi portare frutto. La terra accoglie, serba e custodisce la vita sempre. Non basta tuttavia che si semini per aver la certezza di raccogliere. Cos’è successo alle manciate di semi che ieri hai visto spargere?
Perché questo terreno è rimasto brullo e desolato e non si scorge il verde di un solo germoglio? Hai rotolato via i sassi uno per uno, divelto i rovi, zappato, arato, carezzato la terra che sei. Ma tutto pare sterile. Non una foglia, non uno stelo.
Cos’hai sbagliato? La semina è avvenuta nel giusto periodo, hai studiato per bene la qualità del terreno che volevi che accogliesse i semi… Ma non c’è vita. Ogni mattina ti alzi e vai al campo con l’ansia di controllare fila per fila i semi che hai visto sotterrare coi tuoi stessi occhi, ma non vedi che lunghi solchi vuoti e torni a casa sconsolato.
Cos’è successo? È successo che nella notte qualcuno ha portato via i semi. Non è la tua terra a essere sterile e non accogliente. Non sei tu a non essere amabile, a non meritare la vita. I semi sono stati portati via e tu sei rimasto ad aspettare invano senza nemmeno sapere di star aspettando il nulla.
Hai abbassato la guardia un attimo, ti è stato necessario distogliere lo sguardo, e ti è stata portata via questa promessa di futuro – eppure non è questa l’ultima parola su di te, ti resta la terra curata e soffice che sei: domani potrai accogliere ancora il seminatore, ti verranno donati semi a larghe manciate e questa volta, nonostante qualche sasso e il residuo di quel rovo di cui non sei riuscito a liberarti qualcosa germoglierà. La vigilanza continua salverà i semi che ti porti dentro e finalmente la tua attesa troverà compimento: la vita nuova.
Tieni aperti gli occhi, tieni aperto il cuore.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quando ti sei accorto che qualcuno aveva portato via i semi che stavi aspettando germogliassero?
Cosa stai aspettando?
Come prepari la terra che sei?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.