Un’altra lente

per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 11,25-27)
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Mi lascio ispirare
Chi sono i piccoli a cui il Signore si rivela? La parola che viene usata in greco si traduce letteralmente come “colui che non sa parlare”. Se non entro in questa consapevolezza, che è quella del bambino che ha ancora tutto da scoprire, non posso imparare nessuna parola nuova. Talvolta le parole sono un impedimento. Le usiamo male: per nasconderci, per metterci al di sopra degli altri, per difenderci, per controllare tutto.
La prima parola di Gesù in questa preghiera è invece una lode, una parola gratuita che si apre all’Altro. Quando Gesù parla è sempre rivolto al Padre. Lui sa parlare per questo. E il suo parlare è ringraziare, è riconoscere che tutto gli è stato dato. Quando dico grazie per chi mi è accanto, per i fiori che vedo nel prato dalla mia finestra, per il semplice fatto di essere qui, qualcosa cambia. Tutto prende una consistenza nuova, è messo a fuoco. Ricevo tutto questo quando imparo a gioirne. Senza attaccamenti. Senza pretese. Lo ricevo davvero quando imparo a condividere e a non trattenere.
Oggi posso provare a rinunciare a riempire i silenzi e semplicemente stare ad ascoltare. Nell’ascolto, anche di quelle cose che sembrano insignificanti, come questi fiori, mi scopro conosciuta e amata da chi mi ha voluta al mondo. Nella benevolenza, per mettere l’accento sul bene che nel segreto tesse insieme i fili dell’esistenza tutta, non solo della mia vita. Tutto parla di Te. È questo che è nascosto a quelli che hanno già tutte le risposte e nulla da chiedere. Tu sei con noi in tutte le cose.
Mi rendo conto che posso conoscere, vedere davvero qualcosa, solo con la lente della gratitudine e della condivisione. E Gesù fa proprio questo, condivide con noi tutto, il Padre. Vorrebbe farci entrare in questa gratitudine di chi si sa Figlio amato. Vuole insegnarci questa parola nuova, una parola di relazione, tra Padre e Figlio. Provo a far cadere tutte le parole che invece mi sono d’ostacolo: solo l’amore conosce. Rinunciando a comprendere tutto, forse oggi posso ricominciare con un “grazie per…”.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quali modi puoi riscoprire la tua piccolezza?
Quali parole ti sono d'ostacolo, rendono tutto fuori fuoco?
Per cosa o chi vuoi ringraziare oggi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.