Passa al contenuto principale

L’orizzonte di un futuro possibile

commento di Mt 9,18-26, a cura di

Foto di Tom Barrett su Unsplash

La vera medicina per tutti i mali consiste nel cambiare vita, cambiare noi stessi e con questa rivoluzione interiore dare il proprio contributo alla speranza in un mondo migliore.

Tiziano Terzani

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 9,18-26)

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.

Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell'istante la donna fu salvata.

Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.


Mi lascio ispirare

Ci sono momenti nella vita di ognuno di noi in cui tutto appare concitato, tempestoso, agitato, convulso. Frangenti in cui dentro e fuori di noi il movimento impresso dalle emozioni e dagli eventi sembra spingerci e forse sommergerci.

La pagina del Vangelo di oggi è un turbinio di incontri, di richieste, di slanci e resistenze. È interessante perché pone una scelta. Essa parla di noi e parla di Gesù. Parla dei nostri bisogni, delle debolezze e delle ferite che portiamo nel cuore e nel fisico; ma parla anche della persona di Gesù, che incontra uomini e donne, dando a ciascuno lo spazio e il riconoscimento che chiede.

Il Signore porta salvezza nelle loro vite donando speranza, nella forma dell’orizzonte di un futuro possibile, ancora abitabile. Gesù salva la ragazza dalla morte. Salva il padre dall’angoscia di una ferita radicale. Salva la donna, restituendole la salute e la libertà di guardare negli occhi amici e parenti, senza dover nascondere l’onta di una malattia socialmente invalidante, oltreché fisicamente spossante.

Oggi come ti interpella questa pagina? Forse hai una ferita da consegnare al Signore. Forse, invece, desideri portare alle persone della tua quotidianità lo sguardo che dona speranza, che accoglie, che riconosce, che non si discosta dal dolore e dalla vulnerabilità e così sana.

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Come vivi i momenti concitati e convulsi? Nella tua vita sono stati occasione di slancio, di inibizione, di coinvolgimento, di frustrazione...

Come hai sentito il Signore accanto a te nelle occasioni più significative che ricordi?

Chi in questo momento della tua vita ha bisogno del tuo sguardo attento e accogliente?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | |