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L’amore che rende liberi

commento di Mt 10, 37-42, a cura di Tomaso Roncallo

Foto di Ankush Minda su Unsplash

Love is an action, never simply a feeling.
L'amore è un'azione, mai un semplice sentimento.

bell hooks

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 10, 37-42)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: "Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.

E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa".


Mi lascio ispirare

Certamente provocatorie queste frasi pronunciate da Gesù, ed è difficile metterle sempre in pratica. Forse però ci aiuta pensare che mettere lui al centro non significa amare meno le persone, ma rendere quell’amore libero e vero, senza fare dell’altro il nostro centro ma accogliendolo e riconoscendolo nella sua realtà concreta, con i suoi limiti e la sua fragilità.

Per questo l’amore per Dio è principio di libertà: nessuna persona può diventare il senso ultimo della nostra vita. Viceversa, gli affetti si caricano di attese sproporzionate e rischiano di trasformarsi in possesso, dipendenza o persino rifiuto.

Allo stesso modo, prendere la propria croce non significa cercare la sofferenza, ma assumersi la responsabilità della propria vita: accettare e affrontare la lotta quotidiana contro il male che abita in noi, il confronto con i nostri limiti e la fatica di crescere nella libertà. È un compito personale che nessuno può svolgere al nostro posto, ma che possiamo affrontare con fiducia: il Signore non lascia senza frutto chi accoglie con responsabilità la propria vita e si mette in cammino.

Tomaso Roncallo

Tomaso Roncallo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In che modo le mie relazioni mi rendono più libero o più dipendente?

In quali situazioni rischio di chiedere all'altro più di quanto possa realisticamente dare?

Cosa mi aiuta a distinguere tra amore per la persona reale e amore per l'immagine che mi sono costruito di lei?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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