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Avvicinarsi

commento di Mt 8,1-4, a cura di Matteo Polato OFM

Foto di Sergey Romanenko su Pexels

Ma anche chi non mangia,
o le sue storie non dice al vicino attento,
se lo guardi, ti guarda con il cuore negli occhi, quasi, con spavento,
a dirti che non ha fatto nulla di male,
che è un innocente.

Pier Paolo Pasolini, Terra di Lavoro

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 8,1-4)

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì. Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita. Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va' invece a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».


Mi lascio ispirare

La solitudine di un uomo coperto di lebbra.

Talvolta i racconti che ci portiamo dentro assomigliano a lunghe liste di errori, di occasioni perse, di tradimenti inferti o subiti, di scelte sbagliate… E ci teniamo ben lontani da Dio e dagli altri che non potrebbero proprio amarci, almeno fino a quando non aggiusteremo qualcosa. Abbiamo imparato in molti modi, anche silenziosi, a gridare “non avvicinarti, sono impuro”, per paura di essere visti lì, avvicinati lì, dove nessuno potrebbe amarci. Per paura di non essere amati. E dietro ai ruoli e ai vestiti, attorno a te, molti hanno una storia che non si può raccontare.

Passarsi vicino senza avvicinarsi.

Fuorilegge.
Quest’uomo del Vangelo fa il contrario, fa quello che non avrebbe dovuto. Fuorilegge. Si avvicina a Gesù. E invece di gridare “impuro, impuro” o “allontànati da me, sono pericoloso”, gli chiede in ginocchio un racconto diverso. Così. Senza aspettare di essere a posto.

Essere toccati.

Cosa vuole Dio?

Vuole che niente e nessuno venga emarginato per nessuna lebbra al mondo. Riabilitare. Ridare vita, possibilità. Vuole offrire un racconto nuovo sulla tua storia.
Lo scoprirà chi ha il coraggio di avvicinarsi, di andare “fuorilegge”, di lasciarsi avvicinare, di uscire dalle regole di purità, di aprirsi ad un racconto nuovo.

Sentirà di essere toccato. Purificato. Non più solo.

Matteo Polato OFM


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Con quale immagine racconteresti quella volta che hai avuto il coraggio di avvicinarti a qualcuno con tutta la tua storia?

Chi si è avvicinato a te per raccontarti una "lebbra" con il desiderio di essere accolto, purificato?

In quale occasione hai sentito un "racconto nuovo" della tua vita?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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