Ripararsi nei suoi passi

Ci si sente un po' soli nel deserto.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Mi lascio ispirare
Il Cristo ci invita a seguirlo, soprattutto nei momenti in cui siamo stanchi ed oppressi, quando ogni strada appare buia e tenebrosa, dove ogni certezza si perde al di là dell’orizzonte. È nel deserto dei nostri passi che lui si fa strada, soprattutto in quei silenzi che appaiono indicibili e sospesi. Ma proprio nel momento in cui decidiamo di farlo entrare, ecco che il cuore torna ad essere leggero, il battito si regolarizza e la Vita ritorna a scorrere, come fiume che si mescola al mare.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa stanca ed opprime il tuo cuore?
In che modo stai provando a far entrare il Cristo?
Quando lo lasci entrare, cosa avverti nel tuo cuore?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.