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Alla sequela del Signore

commento di Mc 10,32-45, a cura di Patrizia Renda

Foto di Kohji Asakawa su Pixabay

Seguire Cristo non è una passeggiata, è una scelta che richiede coraggio, ma è l'unica che non delude.

Giovanni Paolo II

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.

Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo e Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».


Mi lascio ispirare

Gesù ha appena detto ai discepoli che è difficile entrare nel Regno di Dio, occorre non essere attaccati ai beni materiali, alla propria famiglia, agli amici e questo ha spaventato i suoi discepoli. Mentre, impauriti, i discepoli lo seguono, parla loro anche di ciò che presto accadrà, la sua passione, morte e risurrezione. Vuol spaventarli, farli fuggire? No, il Signore vuole anzi aiutarli a guardare la realtà, a comprendere che non è facile essere coerenti, parlare di Dio che è Padre, amore e misericordia, e vivere amando e perdonando ogni fratello e sorella, accogliendolo così com’è.

Giacomo e Giovanni non vogliono comprendere quello che Gesù dice loro e pensano ad altro, ad assicurarsi un posto privilegiato accanto a Lui. In loro possiamo rivedere noi stessi tutte le volte che guardiamo al nostro tornaconto, ai nostri desideri, che non vogliamo conoscere e accogliere l’altra persona per quella che è ma ci aspettiamo che corrisponda alle nostre aspettative.

Gesù ascolta i discepoli e ne comprende le difficoltà, non li rimprovera anzi li aiuta a capire cosa significa essere “grandi” per chi ama veramente e sceglie di seguire Lui.

Gesù ci accompagna amorevolmente nel nostro cammino ed anche quando non lo ascoltiamo e deviamo dalla strada del bene, dell’amore, quella che conduce al Padre, Lui rimane sempre al nostro fianco e ci tende la mano, ci incoraggia a riprendere la giusta strada. Ciò che ci chiede non è di non cadere mai ma di rialzarci ogni volta afferrando la sua mano e riprendendo il cammino.

Patrizia Renda


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale occasione un amico ha avuto un comportamento o dei pensieri che non mi aspettavo? Come ho reagito?

Ascoltare presuppone fare spazio dentro di sé per lasciare che l'altro possa avere un posto nel mio cuore. Cosa mi rende difficile aprirmi all'ascolto dell'altro?

In che modo mi sento chiamato a seguire il Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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