Nell’amore si resta

Cerca tra le cose che ami quale morirà per prima.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 15,9-11)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».
Mi lascio ispirare
Con abbondanza, in poche battute, per cinque volte ritorna la parola amore.
Già all’inizio dell’ultima cena Gesù ci aveva ricordato del suo amore fino alla fine, sigillandolo nell’icona della lavanda dei piedi. E ora nel suo discorso d’addio l’amore ritorna a ondate ravvicinate, come quelle che giungono a riva al passare di una barca. Occorre allora farsi bagnare da questo amore, come se il catino della lavanda dei piedi si dilatasse in un mare, e poi liberarne la diga, farlo scorrere, per tutte quelle volte che ci è mancato, per tutte le arsure che non hanno incontrato la pioggia, per tutto il tremore che ci ha impedito di nuotare. Forse, come Gesù, è pronto alla morte, quella morte che nella sua definitività è l’unica realtà capace di misurarlo.
Oggi cerca quest’amore – e lì resta.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale occasione ho sentito più forte la mancanza dell'amore?
Quale tra i modi di amare di Gesù mi tocca di più?
Di quale amore ho bisogno oggi per potervi restare?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.