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Vivere in pace, vivere per amare

commento di Gv 14,27-31, a cura di Fabrizio Barbieri

Foto di David Kimmel Ossa su Unsplash

Volare è bello se sai che da lì non cadi, fidarsi è bello se impari a lasciare andare.

Madame

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 14,27-31)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi". Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».


Mi lascio ispirare

Queste parole, che Gesù rivolge ai suoi amici, sono tra le più belle che si possano ascoltare. Sembrano adattarsi perfettamente al mondo nel quale siamo immersi al giorno d’oggi: un mondo che ha un bisogno disperato di pace ma che non riesce a trovarla. Non la trova perché sono rimasti in pochi ad avere il coraggio di annunciare la vera pace senza temere di donarsi, anima e corpo, a quel prossimo che a volte grida, a volte supplica, ma che spesso tace, chiuso nella propria sofferenza.

Gesù parla di una pace diversa da quella che dà il mondo, tutto assorbito dalla ricerca di soddisfare i bisogni primari della vita. Non si tratta in effetti di una tranquillità che deriva dall’aver successo nel lavoro o dall’accumulo di denaro per appagare i propri vizi; né, tantomeno, dal rifugiarsi dentro comodi nidi, spesso promossi e giustificati religiosamente. La pace di cui parla Gesù conosce la misura del distacco, capace di ridimensionare tutto ciò che il nostro ego ha elevato a idolo.

Non è una strada facile; la si sceglie solo dopo essere rinati per mezzo dello Spirito, che fa abitare in noi l’amore di Dio. Questo amore non solo non muore più ma ci permette di affrontare tutte quelle paure che legano il nostro animo alle illusioni ingannatrici del principe del mondo. Amare significa obbedire alla voce dello Spirito, trovare il coraggio di cambiare, di giocarsi il tutto e per tutto nelle circostanze ordinarie della vita… e la pace fiorirà dove e quando meno te lo aspetti!

Fabrizio Barbieri


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Dove scorgo pace in questo momento della mia vita?

Cosa mi convince a seguire la voce dello Spirito?

Quali sono gli ambiti in cui sento la necessità di cambiare?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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