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Fedeltà (s.f.). [...] Virtù particolare che contraddistingue coloro che stanno per essere traditi.
Ambrose Bierce
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 13,21-33.36-38)
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte. Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire». Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».
Mi lascio ispirare
Siamo nella Settimana Santa e ci troviamo di fronte a una pagina intensissima e misteriosa, cosa capiamo? Molto poco. Come gli apostoli, siamo un po’ sfasati rispetto a Gesù, che lucidamente sta al centro della scena e dirige ogni cosa. È l’ora della sua gloria, che coincide con il dono totale e definitivo di sé per tutti. Anche per Giuda.
Fino alla fine Gesù gli dichiara il suo amore, intinge il boccone per lui e glielo dà… ma Giuda non ci sta, preso il boccone, esce e trova solo la notte! Anche Gesù troverà la notte, ma, al contrario di Giuda, l’attraverserà con il Padre (la sua glorificazione); gli altri, ora, non possono capire, non possono seguire, neanche Pietro, che pure gli assicura fedeltà!
Tutto ciò che Gesù sta facendo diventerà una luminosa testimonianza di vita donata fino in fondo, consummatum est («tutto è compiuto»), dirà sulla croce.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Finché Pietro non si riconoscerà come Giuda, non potrà diventare discepolo amato; e tu?
Gesù ha glorificato il Padre e ora il Padre lo glorifica: che effetto fa sapere che è la croce il luogo della Gloria del Signore?
E tu, cosa vedi, come ti senti quando guardi il crocefisso?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
31
Marzo
2026
Tutto è compiuto
commento di Gv 13,21-33.36-38, a cura di Stefano Titta SJ