
René Magritte, La Reconnaissance infinie (1963) -
Più vedo te, più ascolto te, e più ti amo;
ogni parola che dici, t’amo un po’ di più.
Parole che sono per te sempre le stesse
ed io lo so che parlerai sempre così.
Alain Barrière, E più ti amo
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 12,28b-34)
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Mi lascio ispirare
Prima ancora di amare, ascoltare.
Non solo stare in silenzio ad aspettare il proprio turno per parlare, no – ascoltare. Ponendosi davanti all’interlocutore col cuore aperto e vuoto, vuoto non come svuotato e sterile, ma vuoto perché pronto ad accogliere. In ogni relazione, prima di amare scopro di avere nel cuore dello spazio per accogliere l’altro. Non perché ho bisogno dell’altro – o del Signore – per riempire un vuoto che altrimenti mi impedirebbe di vivere, quello è, piuttosto, colmare un bisogno come possono essere la fame e la sete; non perché senza non saprei vivere, ma perché con è meglio. Perché col Signore, perché con l’altro la vita è più bella.
E in questo senso la prima tappa di un percorso d’amore è necessariamente l’ascolto – che non è mai a senso unico e proprio per questo motivo è già relazione. Io ascolto il Signore e in qualche modo a un certo punto mi scopro ascoltata dal Signore. Non in una relazione commerciale ed esaustiva per cui a ogni mia domanda corrisponde una contropartita puntuale e soddisfacente, che quindi chiude il dialogo, ma in una relazione di ampio respiro in cui ogni mia domanda trova accoglienza prima che risposta, riconoscimento prima di risoluzione, una relazione che è tenuta in vita dallo scambio, una conversazione che non ha mai fine. Ed ecco che la conversazione, nell’ascolto, si fa relazione.
Allora ascoltare il Signore diventa amarlo – e in lui amare la voce che prende in prestito da ognuno di noi piccoli, che per lui e in lui parliamo.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quale relazione mi sono sentito particolarmente ascoltato?
In che modo vivo l’ascolto?
Quale voce mi sento chiamato ad accogliere ed ascoltare oggi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
13
Marzo
2026
Prima dell’amore
commento di Mc 12,28b-34, a cura di Verena M.