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Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori.
Agostino di Ippona, Le Confessioni
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 6,7-15)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Mi lascio ispirare
Quello che il Vangelo ci indica oggi è di non sprecare parole per venire ascoltati, perché chi realmente ci ama sa di cosa abbiamo bisogno prima ancora che glielo chiediamo.
Affidiamo allora all’Amore di Dio che è nel mondo ogni nostro cuore appesantito da parole non dette, situazioni irrisolte, lacrime soppresse, sorrisi forzati, perché solo questa è la via da imboccare se vogliamo essere liberi. Stiamo attenti e vigili ai segni che Dio ci manda, perché Lui con il suo amore ci salva e ci raggiunge in modi strabilianti.
Come quando colti da una pioggia improvvisa troviamo riparo sotto l’ombrello di uno sconosciuto, o come quando, ormai convinti di non riuscire ad arrivare in tempo a un appuntamento importante perché abbiamo sbagliato indirizzo, vediamo far capolino un autobus che va dritto verso quella direzione, o quando, presi dallo sconforto più profondo, vediamo un amico e il mondo ritrova la luce.
E, cosa più importante, quando il nostro cuore è in tumulto ci fermiamo a pregare e quelle parole sono per il nostro cuore pane quotidiano.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa mette il tuo cuore in tumulto in questo momento?
Come puoi fare entrare Dio in questo momento?
In che modo si è mostrato oggi il suo Amore?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
24
Febbraio
2026
Attenti e vigili all’Amore
commento di Mt 6,7-15, a cura di Ester Antonia Cozzolino